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Informazioni sulla razza Haflinger

Il cavallo Haflinger è originario dell’Alto Adige, a cui è strettamente legato. il nome della razza deriva dal paesino Hafling (in italiano Avelengo, da cui deriva il nome del cavallo Avelignese, che alcuni ancora oggi pensano sia una razza diversa).

I soggetti moderni sono più alti e slanciati e vengono selezionati anche per lo sport e per il tempo libero, pur mantenendo la forza e la robustezza tipica di questa razza.

Cavallo molto versatile, fa bella figura in qualsiasi disciplina lo si avvicini. Ha un carattere docile e socievole ed è dotato di un grande cuore.

Il suo mantello lo rende facilmente riconoscibile, sauro nelle sue varie gradazioni con crini sottili, abbondanti e chiari. La colorazione dei crini è stata selezionata per anni fino a raggiungere i crini bianchi del giorno d’oggi, che caratterizzano questa splendida razza.

Un po’ di storia e le origini….

Dall’accoppiamento dello stallone orientale “133 El Bedavi XXII” con una fattrice locale di origine galiziane, nel 1874 a Sluderno in Alto Adige, presso l’allevatore Josef Folie, nacque uno splendido puledro maschio, che il fiero allevatore battezzò con il nome della sua famiglia: 249 FOLIE.

Folie aveva il mantello sauro con la riga mulina ereditata dalla madre. In lui si sposarono la forza e i caratteri tipici del cavallo di montagna, ereditati dalla madre, con la distinzione e l’eleganza trasmessi dal padre.
I sette stalloni che oggi sono considerati i capostipiti per l’allevamento sono tutti, senza eccezioni, discendenti di Folie, e da questi sette stalloni nascono le sette linee di sangue.
Le linee di sangue si trasmettono in linea paterna, e per il cavallo Haflinger sono A, B, M, N, S, ST, W. I puledri maschi portano sempre un nome corrispondente alla lettera iniziate del nome del padre. Queste sette lettere riprendono l’iniziale di uno dei sette capostipiti, figli di Folie: Anselmo 999 (A) 1926, Bolzano (B) 1915, Massimo (M) 1927, Niggl o Nibbio (N) 1920, Student 1074 (ST) 1927, Stelvio (S) 1923 e Willi Liz.401 (W) 1921.

albero-genealogico

I nostri cavalli portano il marchio a fuoco della razza, che in Italia è una stella alpina con all’interno la sigla HI, eccetto per i soggetti nati nella provincia di Bolzano che hanno solo l’H. Dal marchio, quindi, si può risalire all’origine del cavallo.

Il primo marchio viene fatto al puledro sulla coscia sinistra, nel momento in cui viene iscritto al registro puledri e riceve il microchip. Il secondo marchio, invece, viene fatto all’età minima di 30 mesi quando il soggetto viene ammesso al registro fattrici o al registro riproduttori per gli stalloni. Per essere ammessi a questi registri i cavalli vengono valutati dagli esperti di razza seguendo una scheda di valutazione lineare che tiene conto di diverse voci: caratteri tipici, armonia, arti e appiombi, passo e trotto. Le valutazioni possono essere: IA ottimo, IB Molto buono, IIA+ Buono +, IIA Buono, IIB discreto, III sufficiente.

Tutte le fattrici ammesse con questa valutazione e gli stalloni di IA, IB, IIA vengono marchiati a fuoco sul collo, a sinistra. IIA è la valutazione minima che uno stallone deve avere per essere ammesso alla riproduzione.